Archivio mensile:gennaio 2014

Svolgimento di un compito scritto per la scuola elementare

Sovente la mattina mi sveglio cantando questa canzone dei DIVO e Nicole

(purtroppo il link non è più attivo)

Più esattamente la fischio – è molto bella e voglio anche ricordare quella cantata da Barbara. Una cosa che forse non c’entra niente è anche il ricordo dell’emigrazione degli italiani nei paesi dell’America latina, in cerca di terra. Io ò conosciuto in vita tre dei miei nonni – il nonno paterno quando sono nato era morto. Quando partì dall’Italia nell’ottocento per andare negli Stati Uniti, aveva all’incirca 14 anni – e a vissuto per molto tempo negli Stati Uniti, tra Washinton e Petersburg dintorni, senza mai perdere i contatti con l’Italia, dove è tornato per sposarsi, già prima del ritorno definitivo avvenuto nel secolo 1900. À fatto molti mestieri, e, credo sapesse fare anche il falegname. Ricordo che quando il fiume arrivò, qui, dove vi sto scrivendo, quando incominciammo a tirare il fiume fuori, dalle mura dell’abitazione, nella fatica e nello sconcerto di pulire. Gettammo un mobile angolo, molto ben fatto in noce, che non so perché era sempre rimasto nel garage come porta utensili. Con un anta superiore, uno spazio centrale aperto, e, se ricordo bene, la parte verso il basso, prima dei piedi su cui poggiava era formata da cassetti, forse anche uno sportello? Che credo lo avesse fatto lui. Abbiamo gettato anche un armadio sempre noce a un’anta, della nonna materna, che avevamo in casa, tenendo lo sportello con lo specchio, che non era rimasto nell’acqua dell’alluvione. C’erano molti mobili per le strade in quei giorni, qualcuno è passato e li à notati sicuramente, e se li avesse presi e ricollocati à fatto bene. Si sa che in molti modi si parte, si riparte e si giunge, tra partenze e alluvioni – ma come ricorda Etti quando parla di Rilke – ogni tanto bisogna riposarsi e dare spazio alla libertà.

Annunci