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il turbine a ciel sereno

Che dire come incominciò un tempo e un spazio nel tempo. Erano uno di quei giorni quando si passeggia in auto e si percorrono le strade un po’ per giungere più rapidamente e un po’ anche per vedere e conoscere. Sta che quel giorno in una di quelle strade cosiddette industriali, ciò per la zona e perché portano alle fabbriche. Ricordo che quel giorno, in quella settimana avevo già percorso quella strada, una volta all’andata e una al ritorno – per dove è un altra storia non attinente questa – e in quel giorno quando mi trovai a percorrerla al ritorno, in un tratto di quella strada industriale vi saranno state più di quaranta prostitute.

la prostituzione per quel che si voglia l’ò sempre pensata come un atto un po’ scemo di fare sesso, come timbrare il cartellino sul suo tempo senza neanche avere del tempo libero per capire e sentirsi per amare autenticamente l’altra persone.

E così giunto nei pressi di quel tratto di strada, queste donne che erano lì, tutte insieme incominciarono a chiamarmi ed ad invitarmi, dico a gran voce, ripasso per di lì, e questa cosa accade ancora e poi ancora. Certo dissi ma cosa vogliono da me se non un po’ di soldi. Salto altri pensieri e decido di fermarmi e dopo aver visto scomparire la più carina, credo che chiesi cosa volesse da me a quella meno attraente, mi dissi che voleva salire in automobile. E così per un periodo affinando le minime possibilità di capire e di conoscenza nel breve tempo di questi possibili incontri praticai attraverso coloro che si incontravano i diversi perché di questo strano mestiere – che dicono essere il più antico del mondo. Del mondo e dei mondi che ruotavano intorno ai sentimenti delle donne che lo praticavano e del perché fossi finito in quel turbine.

Il nome che usai da a colora che me lo chiesero, fu Paolo, perché? bene dovevo in qualche modo redimere qualcuno e dare nome mi fu dato un giorno dalla madre di una donna che avevo vicina, dicendomi che ero come San Paolo che sopportavo la figlia. La qualcosa a me serviva per capire quale fosse l’attenzione che più o meno aveva la mia persona all’interno del mondo che navigavano queste persone, donne. Tutte mi conoscevano o molte mi conoscevano già prima che le avessi incontrare, ma nessuna aveva preso il mio numero di targa o pensato ad altro. E così capii che una parola giusta un momento d’identità ritrovata potevano essere determinati perché in momento altro di quella vita lì potessero scegliere altro. Alcune fuggivano dalla guerra altre obbligate forse, forse perché non era molto ben percepito da chi si faceva travolgere da quella strana sensazione di potere e logoramento. E così dopo avere saputo che in quel di Torino un tizio voleva parlare con me, perché la moglie di un certo Paolo che conosceva delle donnine, aveva pensato che fosse suo marito. Ma soltanto San Giuseppe svelò questo strano arcano e io.

La vita personale come le esperienze personali sono minime e massime allo stesso tempo e in ognuna di queste persone ciò avveniva come un turbine e le loro parvenze e storie in questi flesch di tempo sono espressive. Ma ricordando il tempo e il paragrafo qui menzionerò di quella volta che al contrario di tutte le altre volte dove ò incontrato donne sessualmente eccitate, tanto che quando non lo erano mi diceva alcuna in essa che oggi non era il caso, bene quella volta mi disse che era stanca dopo avermelo fatto capire e io le dissi che era lì per questo e che avrebbe fatto meglio di smettere, dopo che mi chiese cosa volevo da lei, e aggiunsi che io non sarei andato più con lei. O di quella Italiana che sbucò dal buoi della notte con il pollice da autostoppista che filosoficamente mi disse che avrebbe potuto fare sesso con me per soldi, che gli dissi che mi sarebbe piaciuto conoscerla per parlare con lei di tutte le sue esperienze di vita, e, che così l’accompagnai dove lavorava dicendole che l’avrei rivista per parlare, ma di stare attente con l’autostop perché al buio è pericoloso – e chissà forse pensava di avere un naso troppo greco – purtroppo morì investita poco dopo, così era scritto sopra un quotidiano. Insomma molte di loro si sono sposate, anno cambiata vita alcune si sono fatte ragazze madri, altre un po’ lo fanno e un po’ no. Alcune si sono moralizzate e credono che se qualcuno le invitata oltre essere pagate anche se non volevano e continuavano a chiedermi sesso in cambio di soldi – insomma il bisogno la necessità o l’incombenza ancora credono che l’ultimo pischello della catena il cliente è quello che determina la loro scelta di relazione. e così ricordiamo l’unico altro sesso – quello di una donna che vuole essere più donna e conoscere uomini che la trattano da donna e quella di una donna che ti propone un rapporto omosessuale, che rifiutai e che dopo un anno tornò mostrandosi nuda dopo il cambio del sesso morfologico, sulla strada e che io guardai soltanto e mi sembrò che lo avesse fatto perché voleva essere una lesbica, Bo! Insomma di baci non se ne danno, soltanto a tre un bacio ad una sulle sue morbide labbra scure un bacio all’amica di un amica e a colei che mi à fatto risvegliare una donna che credo non sapesse essere prostituta non lo era mai stata che mi à abbracciato e baciato l’unica a cui ò detto il mio vero nome e che quando gli ò detto della mia arte voleva venire via con me – e io gli risposi che fosse meglio che lei tornasse libera, via da quella situazione da sola. capii soltanto dopo che si erano invertite le parti. La conoscenza o l’esperienza reclamavano la mia realtà.

Simpaticamente  mandatemi baci ma non chiedetemi sessoedenaro.

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Titolo e Posto

il campo

sito del comune di campotosto

Questa Mattina Ora Italiana questa area è stata fenomeno di eventi sismici di forte intensità che io dalla costa adriatica ò avvertito come se qualcuno scuotesse la sabbia con un ramacciuolo del sottosuolo. Mi Auguro vivamente che il più del terremoto abbia scaricato la sua forza. Io ò avuta l’impressione guardando il fenomeno dell’ipocentro nel sito ingv che il duro della roccia è quello su di cui la spinta gravitazionale à trovato maggiore resistenza – e ora già dai nove chilometri ai tredici c’è una notevole riduzione del fenomeno, certo non dimentichiamo che la terra gira, anche se, credo che in questo momento lo faccia sul suo asse. In questo momento non sono a conoscenza di cosa sia accaduto esattamente in questi posti.

Saluti Cordiali

Patrizio Marozzi

Riassunto di grammatica italiana del 1928

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La concordanza: il soggetto e il predicato.

Regole – ricordiamo che la preposizione è un pensiero o un giudizio espresso con parole; che i suoi elementi necessari sono due, soggetto e predicato; che il predicato è verbale (Tu ami) e nominale (Tu sei buono); che oltre al soggetto e al predicato vi sono generalmente altri elementi non necessari, detti complementi.

2

La concordanza: il soggetto e il predicato.

Regole. Quando i soggetti sono più d’uno, il predicato si mette nel plurale. Es. : Maria e Luisa colgono fiori; I gigli e i giacinti sono odorosi; Augusto e Tiberio furono imperatori.

3

La concordanza: l’attributo, l’apposizione, l’oggetto.

Regole. Ricordiamo che si chiama attributo qualsiasi aggettivo che si unisce al soggetto, al predicato, a un complemento per attribuirgli una qualità. Es. : Cade la bianca neve: Andammo tra le folte piante; Tu sei un buon ragazzo.

4

Usi del nome.

Regole. Ricordiamo che alcuni nomi hanno due prulari, uno maschile e l’altro femminile, il cui senso è diversi: ciglio, cigli e ciglia; filo, fili e fila; ecc. Ricordiamo anche che alcuni nomi nel singolare possono essere così maschili come femminili, variando però il significato: il camerata, la Camerata., il Trombetta, la trombetta; ecc.

5

Usi dell’articolo.

Regole. Ricordiamo che i nomi propri di uomo non vogliono l’articolo; che i nomi propri di donna lo prendono alle volte nel parlar famigliare; che i cognomi, fate alcune rare eccezioni di cognomi illustri, vogliono sempre l’articolo.

6

Usi dell’aggettivo.

Regole.

Gli aggettivi, come sapete, possono essere sostantivati. Ora, nell’uso della lingua, è accaduto che parecchi aggettivi sostantivati sia divenuti veri e propri sostantivi; come animale, latticinio, Natale, pastorale, ecc. Es. : Gli animali sono alle volte migliori di molti uomini.

7

Usi del pronome.

Regole. Ricordiamo che di regola me e te si usano come complemento: vengo con te; parlano di me. Ma ora considerate questi esempi: Nessuno è svelto come te; Feliceme, se potessi dire altrettanto! Nessuno quanto me conosce i tuoi meriti; Pensando che io fossi te, mi accolsero malamente.

8

Usi del verbo: transitivi e intransitivi; le persone; gli ausiliari.

Regole. Ricordiamo che i verbi transitivi esprimono una azione che dal soggetto passa nell’oggetto; e che i verbi intransitivi sono quelli che esprimono uno stato o una azione del soggetto, e non possono essere seguiti dall’oggetto, bensì da un altro complemento. Non è detto che un verbo transitivo debba sempre essere seguito dall’oggetto.

9

Usi del verbo: il presente indicativo.

Regole. Ricordiamo che i modi sono finiti e indefiniti, finiti sono l’indicativo, il congiuntivo, il condizionale, imperativo. Indefiniti sono l’infinito, il participio, il gerundio. Il presente serve ad esprimere di regola un’azione che avviene nel momento stesso in cui si parla. O citazioni.

10

Sintassi del verbo: gli altri tempi dell’indicativo.

Regole.  L’imperfetto dell’ndicativo indica un’azione che continua nel passato, o un’azione che accadeva già mentre ne accadeva un’altra. Es. Quell’anno, l’inverno era più rigido che mai, e la neve copriva i campi; quando entrai , Carlo è leggeva.

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Usi del verbo: i tempi del congiuntivo, del condizionale, dell’imperativo.

Regole. Il congiuntivo è il modo della possibilità e della incertezza. I suoi tempi sono il presente, l’imperfetto, il passato e il trapassato.

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Usi del verbo: uso dell’infinito.

Regole. L’infinito esprime in modo indeterminato l’azione e lo Stato. Quindi non ha né numero né persona. A bensì due tempi: il presente e il passato.

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Usi del verbo: il participio e il gerundio.

Regole. Il participio non solo esprime in modo indeterminato l’azione e lo Stato, ma partecipa della natura del verbo e di quella dell’aggettivo. I suoi tempi sono due: presente è passato; il primo è attivo (amante), il secondo e passivo (amato). Ma coi verbi intransitivi (i quali, come sapete, non hanno passivo) anche il participio passato è attivo (andato, venuto, ecc.). Il participio presente e passato può essere usato come verbo e come aggettivo.

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Usi delle parti invariabili.

Regole. Ricordiamo che l’avverbio è una parola che si aggiunge al verbo, all’aggettivo, o ad un altro avverbio, per modificare nel senso. Gli avverbi, secondo il loro significato, sono locali, temporali, modali.

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Coordinate e subordinate.

Regole. Sintassi semplice e sintassi composta. Ovvero aggiungo io, nel periodo della frase cosa si fa e perche la si fa.

Il resto è come.

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l’esistenza

l’esistenza è Vita e Libertà, libertà di amare, e, vita la libertà di essere amati. Si potrebbe presupporre che ci sia un antitesi nell’odio, ma ciò comporta che per assunto qualcuno possa impedire di amare. Come per dire che c’è una capacità e una scelta, siamo usciti però così dall’esistenza e vieppiù si è su un senso accademico. Ciò da per implicito che chi sa amare ama e chi sa odiare odia. Ora nel tempo della terra e dello spirito ci sono episodi che vivono ciò, ma di fatti sul piano accademico non è implicito ciò, perché vieppiù il significato deve essere questo: se io riesco ad amare chi non ama è perché non ne è capace, come altresì chi odia può in pectore dire se io odio chi non odia non ne è capace. In questo bel calderone della capacità finisce il concetto e cerca la sua determinazione. Ora torniamo all’esistenza in più un esempio, Gesù ama, il suo manifestarsi per ciò implica il superamento stesso del concetto, altresì Dio ama Gesù in sé  per sé ma l’efficienza della determinazione che lo pone sulla croce, sembra separarlo dall’amore di Dio, per compimento sappiamo che ciò non è, e per realizzazione della sua vita la totalità dell’amore nella vita. Allora amare chi ti odia può apparire una forma di libertà, ma ciò può implicare che non si riesca ad amare, ma deontologicamente non si può essere informali nell’esistenza di essere liberi come di amare. Se possiamo abbandonarci alle possibilità dell’amore di Dio ponendolo nel modo di amare in presenza di se stessi, è imprescindibile che si sia disponibili ad essere Altrettando amati. Accademicamente ciò inficia nell’ascolto del voto o nella separazione sessuale. Ciò non impedisce per assunto dell’esistenza che si possa amare liberamente e lasciarsi amare da chi vuole amarti, di là e di fronte alle proprie paure con se stessi.

si potrebbe dire buone pasque

pasqua di resurrezione – come dire non mi sono perso neanche un sorriso nella vita. e molti li ò dati. e allora chi si ama non perde mai l’occasione di liberarsi di sé, del peso fesso delle convenzione e dell’umore delle opinioni. vuole conoscere e capire e quando ama vede Dio. non c’è più gioia grande e felicità di una giornata abbracciati così. per sempre.

Buona Pasqua

Patrizio Marozzi

da Nicole

A chi non a ancora vissuto un estate come questa Auguro di viverla Come questo video bellissimo. Ciao! Patrizio

Nicole

Nicole, la più bella bellissima Befana del mondo, che se mi regalasse cenere e carbone, io l’abbraccerei e dopo gli direi, brava l’importate è che sei venuta. I desideri dei bambini sono sempre i migliori.Nicole, la più bella bellissima Befana del mondo, che se mi regalasse cenere e carbone, io l’abbraccerei e dopo gli direi, brava l’importate è che sei venuta. I desideri dei bambini sono sempre i migliori.Nicole, la più bella bellissima Befana del mondo, che se mi regalasse cenere e carbone, io l’abbraccerei e dopo gli direi, brava l’importate è che sei venuta. I desideri dei bambini sono sempre i migliori

CIAO!